martedì 11 dicembre 2007

Zaha Hadid - MAXXI - Roma


Al confine settentrionale del centro storico, nel quartiere Flaminio, i 26mila metri quadrati dell'ex Caserma Montello, sono oggetto di un complesso programma di intervento che prevede la demolizione di tutte le strutture ad eccezione della palazzina D, usata temporaneamente come sala espositiva e di altri due edifici che accoglieranno la mediateca e la biblioteca, il ristorante, il bookshop e gli uffici.
Le funzioni ricettive e le sale esposizioni saranno invece accolte all'interno del nuovo edificio.
Il concorso per la realizzazione del Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, è stato vinto dall'architetto anglo-iracheno Zaha Hadid, che ha sviluppato l'idea di campus urbano rendendo l'intero edificio permeabile alla circolazione del pubblico e divenendo luogo urbano.
Le forme sinuose del nuovo edificio, creano una trama di percorsi liberi caratterizzati dalla dinamicità tipica delle architetture hadidiane.
Una sequenza di ambienti espositivi modulati dalla luce naturale ed allestiti con pannelli mobili, che consentono il mutare degli spazi espositivi a seconda delle esigenze museali, si alternano a splendide viste sulla città circostante.
La promozione dell’architettura e delle arti contemporanee, obiettivo primario del Centro, è già iniziata negli spazi dell’ex-caserma, ove sono state allestite mostre ed incontri di cultura, curati dalla DARC (Direzione generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee), che è attiva anche nell’acquisizioni di fondi archivistici, considerati il punto di congiunzione tra conservazione e promozione, tra cultura specialistica e divulgazione. La collezione permanente di archivi di architetti del Novecento consiste, ad oggi, nei fondi di Carlo Scarpa (31400 pezzi), Aldo Rossi (1000 disegni, 9 scatole di foto e carteggi, 50 cassette audio e video, 13 quaderni di appunti, 11 plastici), Vittorio De Feo (2917 disegni, 31 quaderni e blocchi di appunti, 25 faldoni, 248 scatole di foto e diapositive, 25 plastici), Sergio Musmeci (1500 disegni, 50 fascicoli di documenti allegati ai progetti, 20 fascicoli di materiale di studio, 2 plastici) ed Enrico Del Debbio (44000 disegni) e sarà incrementata con le donazioni di altri progettisti ed anche con materiali rappresentativi delle stagioni della cultura architettonica, come per esempio i materiali dei concorsi di progettazione e di idee o quelli prodotti dalle iniziative del museo stesso. La consistenza degli spazi espositivi è equamente suddivisa tra la sezione arte e la sezione architettura; gli ambienti per la custodia dei fondi archivistici sono attualmente situati negli spazi ai piani superiori del Museo Andersen che dista poche centinaia di metri dal Maxxi.

2 commenti:

Rocco Frediani & Ilaria Boeddu ha detto...

Ciao complimenti per il bel blog,
ho visitato il cantiere qualche giorno fa per le mie impressioni
http://millerighe.blogspot.com/2008/04/ancora-roma-maxxi.html

Ciao

vilma ha detto...

ora che il maxxi è compiuto, che dirne?
Io la penso così:

http://architetturamoderna.blog.dada.net/post/1207162708/Il+MAXXI+di+Roma+e+la+diffusione+del+nulla.