domenica 27 gennaio 2008

Nicholas Grimshaw, E3 Fashion and Design Events Building - Milano


Uno dei quattro edifici che sorgeranno attorno alle tre torri disegnate da Cesar Pelli per la futura Città della Moda di Milano, nell’area Garibaldi Repubblica, è firmato dallo studio inglese Grimshaw. Si tratta di “E3 Fashion and Design Events Building”, il progetto vincitore del concorso ad inviti indetto da Hines Italia. Alla competizione hanno partecipato anche Mario Bellini associati, 5+1AA, il francese Jean Nouvel, il danese Schmidt Hammer Lassen e lo statunitense Vinoli Architects PC.
Il centro espositivo di Grimshaw si colloca, nel masterplan curato da Cesar Pelli, tra il parco di 92mila metri quadrati progettato dallo studio olandese Inside Outside, e la Scuola della Moda disegnata da Pierluigi Nicolin, definendo il lato orientale dell'area in corrispondenza con le maggiori arterie stradali tangenti la zona.
Il progetto – spiegano gli autori – si ispira all’industria della moda, sebbene il punto di partenza sia stato una semplice “scatola nera”. Grimshaw chiama “black box” il cuore dell’edificio, date le pareti ortogonali della hall. La “scatola” accoglie due livelli di spazi espositivi, con la possibilità di ospitare da due a otto esposizioni differenti contemporaneamente.
Tale nucleo funzionale è rivestito di una pelle metallica che segue la geometria del sito, dando forma ad una sorta di scultura urbana che riprende i drappeggi dell'haute couture di cui Milano è capitale.
La struttura esterna è una pelle fluida, tagliata in tutta la sua lunghezza, in modo da ottenere delle strisce che consentono la penetrazione della luce naturale, creando all’interno una varietà di condizioni. Si tratta di fasce contorte per creare delle aperture, che si intrecciano man mano che si allontanano dal cuore dell’edificio. In tal modo sono consentite ulteriori anche se deboli visuali all’interno.
Sorgendo su un podio, l’edificio E3 crea piazze rialzate lungo le tre facciate, alle quali corrispondono altrettanti ingressi ritagliati nelle trasparenze. Al livello delle piazze, infatti, l’edificio è trasparente: una vetrata continua consente al pubblico una connessione immediata con l’interno del centro espositivo.
L’esperienza del visitatore durante il percorso che lo conduce dalla piazza ai livelli superiori dell’edificio cambia a seconda delle diverse dinamiche create dalle fasce intrecciate dell’involucro esterno.

Progetto molto interessante, per l'uso del materiale, per le forme morbide che ricordano un abito ma, a mio parere, anche a forme che si ispirano alla natura, alle branchie di un enorme pesce di metallo che risplende al sole con le sue squame argentate.
L'unica pecca, a quanto visto nei modelli del masterplan, la sua collocazione sarà a stretto contatto con altri edifici, dalle forme più regolari e di altezza maggiore che ne potrebbero diminuire la visibilità; sarebbe stato preferibile collocarlo all'interno di uno spazio meno urbanizzato lasciandogli la visibilità che merita.

3 commenti:

PEJA ha detto...

Progetto molto interessante.
Per quanto riguarda la strategia formale devo essere daccordo con te, anche perchè Grimshaw è sempre stato uno uno che lavora molto con forme aggregativa di origine cellulare, ed ultimamente ha elaborato anche progettti dove si scontra fortemente la matrice geometrica con quella organica...

Emi ha detto...

A me piace veramente molto e l'organicità dell'architettura è uno degli aspetti che più mi affascina

PEJA ha detto...

Bhè, è effettivamente un tema affascinante. Certo, ci sono certi personaggi che sfruttano la cosa in modo serimanente deprecabile. Guarda ad esempio i vari Portoghesi, Moore, ect...