mercoledì 19 marzo 2008

Massimiliano Fuksas, Sala concerti Zenith - Strasburgo


Commissionato dalla Communauté d’Agglomération Amiens Métropole, è stato recentemente inaugurato il nuovo edificio per concerti opera di Massimiliano Fuksas, vincitore del concorso indetto nel 2003.
Pensato come un elemento architettonico, scultoreo, autonomo, che includa sotto la stesa struttura tutti i punti previsti dal programma, l'edificio emerge in una zona periferica in fase di trasformazione.
Il volume, imponente è dotato di leggerezza grazie all’utilizzo di una membrana di PVC pigmentata di colore arancione tesa attraverso gli anelli ellittici che si avvitano fuori asse intorno alla struttura.
La copertura al di sotto della sala per spettacoli è costituita da un insieme di semisfere forate che fungono da isolante termico e acustico.
Un tessuto di poliestere, rivestito di PVC “double face” ricopre l’intero edificio permettendo allo stesso tempo la diffusione di una tenue luce rossa nella hall e negli spazi comuni.
La configurazione “tutti seduti” permette di ospitare fino a 4.600 posti (gradinate con le sedute: 3.900, parterre: 700) mentre la disposizione “seduti - in piedi” arriva a 5.700 posti (gradinate con sedute: 3.900, parterre: 1.800).
L'accesso è collocato in corrispondenza della parete vetrata del basamento che, fino all'altezza di cinque metri, è rivestito in acciaio arancione per conferire continuita di forma e colore alla porzione superiore della struttura.
L'involucro funge inoltre da schermo per la proiezione delle informazioni relative alla programmazione degli spettacoli.

3 commenti:

PEJA ha detto...

Non amo Fuksas come intellettuale, ma come architetto... alzo le mani!
Tra l'altro, la cosa più straordinaria è la tessilità dell'edificio... Non ne convieni? Il colore... Sembra un render a vederlo dalle foto della realizzazione...

Emi ha detto...

Devo dire che il suo pensiero nel campo dell'architettura mi piace molto, la voglia di provare nuove strutture, materiali e rivestimenti di facciata fa di lui uno dei miei architetti preferiti.
L'ho sentito parlare molte volte delle sue idee legate purtroppo ad un concetto troppo politico, che non approvo perchè penso che l'arte e quindi anche l'architettura e la cultura in genere debbano essere dei concetti trasversali ad ogni idea politica, religiosa o quant'altro.
Devo essere sincero che i suoi lavori mi coinvolgono molto ed è sinceramente il miglior architetto contemporaneo italiano.
Peccato che forse è stato scoperto prima da francesi ed austriaci il suo talento mentro in Italia la nostra situazione attuale non lo ha fatto esprimere al meglio.
Ho visto da poco i suoi progetti per Vilnius, in Lituania, sua terra natia, di cui appena documentato mi piacerebbe discutere sul blog...
A presto...
Grazie della tua costanza nel seguire il mio lavoro...

PEJA ha detto...

Ma figurati! Allora aspetto il prossimo progetto per parlarne anche con l'altro! progetto